Chi sono

I titoli di studio e l'attività didattica e scientifica:

La mia laurea e il dottorato di ricerca testimoniano la forte attenzione per la letteratura italiana che, nel corso degli anni, arricchisco di esperienze scientifiche orientate, con sempre maggiore decisione, verso la linguistica, la sociolinguistica, la glottodidattica. In particolare, lo studio della retorica e dei meccanismi della comunicazione persuasiva diventano il fulcro didattico e scientifico di un interesse che si definisce con sempre maggiore forza intorno al linguaggio politico. Determinante, a questo proposito, l'esperienza fatta nel Dipartimento di Sociologia e Comunicazione della  “Sapienza", nei primi anni Novanta, quando si costituì un gruppo di lavoro e di ricerca sulle elezioni politiche, in una delle realtà più avanzate dell'epoca nell'Università romana. In questo ambiente fluido e stimolante, ho avuto modo di mettere a frutto la precedente esperienza legata al giornalismo e alla comunicazione e ho maturato curiosità, interessi ed esperienze fondamentali per gli anni successivi. Infatti, ho ampliato la mia professione di formatrice, lavorando con varie istituzioni pubbliche e private e ho iniziato una proficua collaborazione didattica con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e dei Media della Facoltà di Scienze dell'Università di Tor Vergata, legata all'insegnamento della lingua italiana, che dura tuttora. Nel frattempo la frequentazione della Facoltà di Lettere della medesima Università, sede del dottorato di Letteratura Italiana vinto, mi ha offerto l'occasione, tra le altre, di sviluppare un contatto disciplinare con esperienze glottodidattiche relative all'insegnamento della lingua italiana agli stranieri e di collaborare alla rinascita di una rivista storica del settore.

 

Le esperienze professionali

Dunque, l'antica pratica giornalistica, maturata negli anni della mia gioventù, collaborando principalmente con la rivista "Confronti", culminata con uno stage all'ANSA e certificata dal diploma universitario triennale in Metodologia e cultura dell'informazione, si manifesta ancora come una delle esperienze   ricorrenti nella mia vita professionale.

A questa va aggiunta quella legata al mio lavoro, cioè al mondo delle biblioteche e dell'Università. Infatti sono attualmente direttrice di biblioteca e lavoro presso l'Università degli studi di Roma  “Sapienza". Il percorso è stato lungo, cominciato dalla revisione del catalogo della biblioteca del Ministero dell'Interno, dove inizio a lavorare giovanissima nei primi anni Ottanta, per continuare in una dimensione molto più vivace e sburocratizzata, qual è l'Università degli anni Novanta e del movimento studentesco della "pantera". E' in quel periodo dinamico ed intenso che, lavorando nel dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea della Facoltà di Lettere, entro in contatto con una realtà professionale estremamente avanzata per l'epoca. Sono gli anni in cui inizia la diffusione della rete internet e la sua applicabilità alle funzioni biblioteconomiche. La possibilità di consultare banche-dati bibliografiche in remoto permette lo sviluppo dei servizi informativi al pubblico che, una volta trasferita nel dipartimento di Sociologia e Comunicazione, concretizzerò in uno dei primi portali del mondo delle biblioteche, fino a quel momento realizzato all'Università. La "biblioteca virtuale" è stato un sito, frutto di una proficua collaborazione tra il mio lavoro in biblioteca e le risorse intellettuali presenti nel laboratorio di Comunicazione, struttura alla quale vengo destinata part time. Tanto fervore progettuale continua negli anni, arricchendosi di ulteriori esperienze professionali maturate nelle sedi centrali della “Sapienza" e sfociando nella realizzazione di modelli di formazione a distanza per i servizi di informazione bibliografica.

 

La militanza politica

La sensibilità politica che mi riconosco da sempre, anche per consuetudine  familiare, si trasforma, in una fase particolare della mia vita, in un impegno politico significativo negli anni della collaborazione con l'associazione femminile "Emily" e in vera e propria militanza politica, nel momento della nascita del progetto de "la Rosa nel Pugno". Sono anni, dal 2002 ad oggi, durante i quali si susseguono le consultazioni elettorali e ho modo così di fare esperienze importanti sia nella cura di campagne elettorali, sia nella progressiva affermazione del mio impegno politico nello SDI. La "Rosa nel pugno" rappresenta per me il modo politico di attualizzare le idee in cui ho sempre creduto e che fanno parte del mio patrimonio valoriale ed intellettuale. La conseguente militanza nello SDI ha il senso della adesione convinta ad un partito che coniuga la tradizione della protezione sociale delle masse lavoratrici con la più moderna dottrina dello stato sociale e della tutela e rivendicazione dei diritti civili del singolo, all'insegna della laicità; il progetto della Costituente Socialista mi vede attualmente convinta assertrice nelle fila della federazione romana e del consiglio nazionale.

 

Io proprio Io

Nasco a Roma, nel 1960. Figlia del boom economico, la  mia biografia riflette tutte le stagioni del paese.

L’infanzia va come quella di molti miei coetanei, figli della coscienza felice di quella media borghesia che in quegli anni fu il motore della ricostruzione del Paese. Riti privati e collettivi scivolano verso un’adolescenza segnata dalla frequentazione con i gruppi cattolici di base e dagli echi della rivolta studentesca del ‘68, vissuta di riflesso attraverso le esperienze di un fratello più grande e che impatta bruscamente con gli anni di piombo. La durezza delle esperienze fatte di conflitti carichi di odio e di rivolta, più  viste vivere che non vissute, segna il versante politico di esperienze culturali proprie di  quegli anni, che vanno dalla partecipazione a sperimentazioni teatrali alla riflessione in gruppi di autocoscienza, all’insegna del nuovo imperativo etico della identificazione tra pubblico e privato. Una vera e propria rivoluzione delle coscienze, avvenuta cantando De Andrè e Guccini e nutrita di ideali femministi. Sullo sfondo gli spari in piazza e il definitivo rendermi spettatrice e osservatrice critica piuttosto che protagonista. Il delitto Moro, con le saracinesche che si chiudevano e la confusa consapevolezza di vivere un evento storico e definitivo,  indica uno spartiacque senza ritorno da quella prima stagione di impegno.

Irrompono gli anni Ottanta, con il loro carico di personalismo e disimpegno e io vivo i miei vent’anni, come  molti, "ripiegandomi sul personale". Così il privato prende il sopravvento anche nella mia vita e, dopo un brillante corso di studi letterario, “mi impiego”, come si diceva allora, conquistando “uno stipendio sicuro” e un’ipoteca definitiva sulla mia esistenza. Mi sposo con il fidanzato di allora e metto al mondo due figli, i miei figli. Ma gli anni Settanta lavorano dentro di me. Cerco un’occupazione giornalistica, e conseguo un diploma in questo campo; nel frattempo scrivo per “Confronti” e i miei trent’anni crescono davvero dentro questo ambiente di cattolici intelligenti, protestanti laici e ebrei consapevoli. Un’esperienza importante, che segnerà la mia esistenza successiva, con i temi della multiculturalità e quell’attenzione tutta laica verso le fedi.

Gli anni Novanta sono gli anni del cambiamento. E infatti io cambio lavoro e divento bibliotecaria nella Facoltà dove ho studiato e, a poco a poco, rimetto a fuoco la mia vita, le mie inclinazioni, i miei desideri. Fino agli anni Duemila, quelli dei miei quarant'anni, vissuti con maggiore realismo e coraggio. La mia vita personale cambia e decido di ripartire da me stessa e dalle mie più vere e profonde inclinazioni: lo studio, la politica, l'azione sociale.

Oggi, coerente con questa scelta, ho indirizzato i miei interessi e le mie numerose curiosità entro una circolarità spero virtuosa, in grado di  ricomporre tutte le diversità e le insospettabili asperità di un’esistenza regolare.

 

Biografia ragionata

Mi capita, per avventura biografica, di incarnare un'esperienza esemplare, simile a quella di molte donne della mia generazione che, come me, sono cresciute e hanno operato nella coscienza della normalità della loro autonomia e della libertà delle loro scelte. Per la prima volta, in Italia, le donne della mia generazione hanno realizzato il mito della parità tra uomo e donna grazie alla stagione dell'occupazione di massa, vivendone tutte le contraddizioni nella sfera personale e avvantaggiandosi di tutte le prerogative dell'indipendenza economica. Non solo manager rampanti, ma lavoratrici del quotidiano, spesso sottoccupate e con un livello e una qualificazione culturale medio-alta e uno stipendio medio-basso; sottoposte a molestie o, come me, al mobbing e a tutte quelle arroganze del potere che si manifestano in modo multiforme e silenzioso e che solo oggi cominciano ad essere riconosciute e sanzionate. Donne normali, ma eccezionali, serie e concentrate, in grado di trasformare un lavoro talora routinario in un' esperienza esaltante e necessaria.

Mi capita di essere a contatto con i giovani. Di essere dalla parte dei giovani, in formazione permanente come sono...La realtà giovanile non mi è estranea, perchè condivido con loro esperienze e anche aspettative. La didattica, la ricerca, il lavoro da bibliotecaria all'università sono tutte occasioni per un contatto non generico con il mondo giovanile studentesco, con il quale ho spesso sviluppato un rapporto professionale serio e proficuo e che mi è servito anche per la mia esperienza di madre di due figli ormai più che adolescenti.

Infine, mi capita di lavorare per un'Italia meno ingessata, più dinamica e più moderna, dove le persone che hanno delle idee possano rappresentare un'opportunità e non più un problema, dove l'inserimento nelle professioni non sia più privilegio di un ristretto circuito dei soliti noti, o dove per affermarsi non sia indispensabile l'ossequio all'omologazione e ad una normalità fatta di piaggeria e deferenza a regole non scritte; dove il merito abbia le sue forme di rappresentanza e dove le donne, quelle normali, ritrovino la voglia dell'interesse e dell'impegno politico.